luci sulla ribalta cover

Tratto da LUCI SULLA RIBALTA. UNA FOTOGRAFA IN VIAGGIO TRA MUSICA, TEATRO, CINEMA, DANZA E IMPROVVISAZIONE, Lucia Baldini, Postcart, 2013.
http://www.postcart.com/libri-dettaglio.php?id=101&c

il book-trailer http://www.youtube.com/watch?v=pYHL4tEIkNA

 

 

tangomalia foto lucia baldini

foto dal libro TANGOMALÌA, Loro Ciuffenna, Postcart edizioni, 2005

“Se penso alla mia fotografia non posso prescindere dal vedermi in viaggio: tanti viaggi più o meno lunghi che unendoli hanno costruito la mappa su cui si strutturano i vari libri che ho realizzato. (…) Ma come in ogni viaggio non c’è una sola strada lineare da seguire, ma ce ne sono alcune che si intrecciano, a volte sotterranee o figlie di percorsi che arrivano da lontano a cui volgere lo sguardo che ti invitano a precorrerle parallelamente”. Lucia Baldini

 

europlà foto lucia baldini

Lumen Invoco, Festival Europlà, San Giovanni Valdarno, 2011 (Fotografia di Lucia Baldini)

Faccio teatro per provocare il batticuore di chi guarda i miei spettacoli o ascolta i miei racconti. Ed è per questo motivo che ogni volta che posso permettermelo – sempre troppo poche – chiedo a Lucia di accompagnarmi. Perché lei non documenta il mio lavoro, spettacolo o festival che sia, ma scrive, a suo modo, storie che aumentano il mio batticuore e generano, scatto dopo scatto, meraviglia e racconto”. Francesco Niccolini

 

paladini di francia foto lucia baldini

Cantieri Koreja, Paladini di Francia, San Giovanni Valdarno, 2010 (Fotografia di Lucia Baldini)

“La difficoltà è quella di riuscire a cogliere l’anima e l’essenza del progetto artistico nei suoi molteplici elementi e nel suo sentire. Un fotografo ha questo difficile compito di scrivere questi aspetti e di renderli nell’immagine attraverso la sua sensibilità nella fedeltà di lettura della rappresentazione”. Julie Ann Anzilotti

Ambeta Toromani e Alessandro Macario, Carmen, Firenze, 2012 (Fotografia di Lucia Baldini)
Ambeta Toromani e Alessandro Macario, Carmen, Firenze, 2012 (Fotografia di Lucia Baldini)
“La danza è storia, musica, corpi, perfezione del gesto, movimento, costumi, scenografia e luci. Saper valorizzare il movimento, la fatica trasformata in eleganza, il contenuto di una costruzione coreografica, il dialogo tra i corpi, sono la chiave per poter raccontare uno spettacolo di danza attraverso un’immagine. Ma a volte sapere isolare un particolare sulla totalità dell’azione scenica è altrettanto significativo ”. Lucia Baldini
carla fracci foto lucia baldini L'Apres Midi D'Un Faune Verona Teatro Filarmonico maggio 1996
Carla Fracci e Gheorghe Iancu, Teatro Toselli, Cuneo, 2003 (Fotografia di Lucia Baldini)
“Cercavo di capire cosa fosse importante fotografare, ma prima di avere una risposta razionale avevo già l’occhio in macchina a cercare di isolare ogni singola sensazione. Ero guidata dal lavoro, dalla concretezza, dalla concentrazione divertita (…). Assorbivo in quei momenti un linguaggio che mi ha permesso di continuare la collaborazione con la Fracci per oltre 12 anni, di seguirla in moltissimi teatri italiani e esteri, di vedere il lavoro che si costruisce giorno per giorno in sala prove”.
Lucia Baldini
La Tal, San Giovanni Valdarno, 2011 (Fotografia di Lucia Baldini)
La Tal, San Giovanni Valdarno, 2011 (Fotografia di Lucia Baldini)

“Lo so che è un discorso apparentemente confuso, ma non si può pretendere di raccontare gli spettacoli a parole, con l’intelligenza critica: gli spettacoli o ci sei e li vedi, o sono andati via per sempre. Restano le foto di Lucia, che per fortuna non provano a spiegare: raccontano qualcos’altro di bellissimo e struggente che con quello spettacolo è imparentato”. Francesco Niccolini

roberto rusconi foto lucia baldini
Festival Inequilibrio, Castello Pasquini, Castiglioncello, 2009

“Di molte città conosco solo il teatro. Si, anche il casello autostradale o la stazione, l’albergo e un ristorante, la piazza e i monumenti, ma è sul teatro che si basa il mio legame più stretto con un luogo, perché è lì che l’oggettività di un avvenimento incontra la mia persona e la affascina, la provoca, qualche volta la cambia. Allora quel teatro resta un posto della vita e della memoria; incancellabile finché c’è vita e c’è memoria”. Enrico Gatta

 

 

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